Gli scritti -

Lettera di Auxilium e Caritas ai sostenitori - dicembre 2011

 

FONDAZIONE AUXILIUM: 1931-2011

CARITAS ITALIANA: 1971-2011

 

1970 – alluvione a Genova: il Cardinale Siri telefonava di continuo per chiedere cosa l’Auxilium stesse facendo, mentre le Autorità sembrava non se ne fossero accorte.

Ci volle una presa di coscienza quasi repentina per dotare l’Auxilium dei mezzi necessari ad intervenire nel mezzo del disastro.

L’autostrada era bloccata. Su un’auto della polizia la attraversavo da Genova a Voltri in mezzo ai detriti; 2.000 ragazzi giunti da ogni dove ad aiutare aspettavano da noi un panino imbottito e il sottoscritto, meravigliato di quanto accadeva intorno a lui, ne offriva uno ad un carabiniere sul greto del Leira.

È uno dei ricordi più vivi di quei momenti. Negli anni seguenti non avremmo mai immaginato di dover rivivere una simile tragedia, anche quando – in forma molto minore – di nuovo gli alluvioni si presentarono all’inizio degli anni 90.

Io sono vecchio e mi ritrovo a vivere momenti, sensazioni, pericoli già vissuti.

Oggi non avrei aspettato nessun invito; non avrei aspettato richieste ed indicazioni per partire, vista l’esperienza e la migliore capacità di intervento di questi tempi.

L’alluvione a Genova non è più una minaccia lontana. Ormai ci si convive e forse dovremmo essere molto più vicini a quelli che sopportano maggiormente il peso di questo disastro.

L’Auxilium e la Caritas vivono proprio in questi giorni  i loro anniversari. Per i 40 anni di Caritas Italiana andiamo a Roma. Ci ritroviamo con tanti compagni di avventura con cui si è lavorato insieme; ci ritroviamo con nostalgia e gratitudine al Signore.

Può sembrare paradossale, ma una giovane donna di Colliano, dopo il terremoto che sconvolse l’Irpinia, e dopo il successivo impegno di tanti e la ripresa del territorio, azzardava un pensiero: “Dovremmo forse dire ‘Santo terremoto’?”. Credo davvero che il bene diffuso dalla solidarietà e dalla condivisione possa dare uno slancio per far progredire più di prima.

 

Don Piero Tubino