Hanno detto di lui -
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CHI RITORNA A DIO RESTA IN FAMIGLIA


Carissimi Fratelli e Sorelle nel Signore
Dall'albero del tempo un'altra foglia si è staccata ed è caduta verso il cielo. Mons. Piero Tubino, sacerdote a tutti noto, stimato e caro, è entrato nell'ottavo giorno – quello senza fine – e ci precede nella casa di Dio. Come i genitori non cessano di generare i figli anche oltre la soglia del tempo, così ogni sacerdote non cessa di generare spiritualmente il suo popolo attraverso la visione di Dio e la liturgia del cielo. Per questo, mentre preghiamo per l'anima di Don Piero e lo affidiamo alla misericordia divina, anche lo preghiamo perché continui a farci sentire la sua compagnia e il suo affetto di padre e di amico. Come sempre, la luce della Pasqua illumina le vicende umane, e ne rivela il significato profondo.

Come non ricordare con gratitudine il suo ministero all'Auxilium-Caritas della Diocesi? Ne fu l'anima per lunghi e intensi anni, specialmente nel momento del cambiamento radicale che ha dato una svolta al servizio della carità nelle Diocesi italiane, affinché l'agire fosse sempre meglio preceduto dal pensare e dal pregare con il pensiero e il cuore di Gesù. Perché il "fare" diventasse stile di vita, e lo sguardo alle povertà si trasformasse nel "prendersi cura" dei poveri e dei deboli. Perché il Cristo, vissuto e servito, fosse il compimento del Cristo conosciuto e celebrato. Don Piero era ben consapevole, e ripeteva con convinzione, che "la carità – come scrive il Santo Padre Benedetto XVI – non è per la Chiesa una specie di assistenza sociale che si potrebbe lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua essenza" (Deus Caritas est, 25). In questo orizzonte, ricordiamo tutti la passione tenace con cui condusse l'operazione "Monastero", che pensava come casa della carità e della formazione; quanto ha creduto nella divina Provvidenza, che molto spesso si manifestava attraverso tanti amici che ricambiavano il dono della sua amicizia di cui era maestro!
 

Ma il suo ministero fu segnato anche da un'altra presenza che gli ha dato orizzonte e profondità. Nella mia recente visita in ospedale, prima di pregare insieme, mi confidò che era stato a Lourdes cento volte! E gli brillavano gli occhi di gioia e di gratitudine. L'Unitalsi fu una parte non solo della sua vita, ma del suo cuore; e i malati, che innumerevoli volte aveva guidato fino alla santa grotta, lo sapevano affettuosi e riconoscenti. Sapeva che immergersi nella preghiera di Lourdes significava per tutti – adulti e giovani – incontrare la Santa Vergine, e così scoprire meglio la bellezza di Gesù e del suo mistico Corpo, imparare il servizio, toccare con mano la vita, andare all'essenziale. Lourdes, scuola di fede e di amore, luogo di "formazione del cuore" (ib. 31)!

Unitalsi e Caritas: possiamo dire due ali, due risvolti della sua fede e del suo amore, quello per Cristo e la Chiesa

Pensiamo che la Madonna abbia accompagnato l'anima di questo servo fedele fino a Gesù, davanti al suo cuore di misericordia, porta spalancata di vita e di eternità. Don Piero resta con noi, con la nostra Diocesi, perché chi ritorna a Dio resta in famiglia.

Angelo Card. Bagnasco
Omelia in occasione delle Esequie di Don Piero Tubino
Genova, Chiesa di San Siro
14 aprile 2012